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Le Comunità Energetiche Rinnovabili nascono dalla direttiva europea Red II e sono uno strumento per la condivisione dell’energia tra i cittadini che abitano o lavorano in un territorio in genere di piccole dimensioni. Viene introdotto il concetto di prosumer cioè produttore e consumatore di energia prodotta localmente.

Produrre e scambiare energia costituisce il fulcro della transizione energetica verde che ha un valore sociale. Infatti produrre e scambiare energia può ravvivare soprattutto le piccole comunità fornendo benefici ambientali, economici e sociali a ciascuno dei membri.
La definizione di comunità energetica rinnovabile prevede siano installati impianti fotovoltaici con una potenza complessiva inferiore a 200 kW, e che l’energia prodotta sia consumata sul posto, oppure stoccata in sistemi di accumulo, energia a Km0. L’impianto deve essere connesso alla rete elettrica a bassa tensione che va a costituire l’area geografica della comunità energetica rinnovabile, di cui possono fare parte persone fisiche, piccole e medie imprese, e anche le amministrazioni comunali.

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